Rebecca Rivkah Hetherington

Art Therapy Studio, via C. Oblach 2,

40141 Bologna, Italy

Tel: 348.58.39.559 

arteterapia.rebecca@gmail.com

P.I.  03716561208

ISCR. N. AS16144 Art Psychotherapist, U.K.

ISCR. N. 397 Art Therapist ApiArt. Italy

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Nel Capitolo 1, esploro i termini potere-sopra e potere-dentro come definiti dalla Hoagland in 'Lesbian Ethics' e dimostro come le sue idee possono essere usate per integrare diverse argomentazioni sul potere che la psicoanalisi ha creato nel tempo. Guardando l'analisi della confessione come forma di potere (Foucault), le nozioni sulla creatività di Winnicott e la distinzione tra il pensiero indirizzato e il pensiero non-indirizzato (Jung), propongo che con un attenta consapevolezza delle dinamiche di potere, possiamo ottenere una forma più efficace di terapia. Questa teoria è sostenuta dal concetto di Winnicott di “vita creativa” (creative living) spiegato in 'Gioco e Realtà'. Queste idee sono di speciale rilevanza nella pratica dell'arte terapia perché il potere-dentro nutre (ed è nutrito da) il processo creativo.

 

Nel Capitolo 2, esamino come la teoria del potere-sopra ci connette nella pratica ai settori della psicoterapia e dell'arte terapia e spiego come la tolleranza può diventare una forma di intolleranza e quindi un mezzo per mantenere il potere-sopra. Cito l'analisi di Foucault del potere-sopra che viene creato dall'enfasi occidentale sul fenomeno della confessione per vedere come questo è stato sfruttato nella psicoanalisi. Offro il caso di Dora (Freud) come un esempio specifico. Vado avanti nell'esaminare i diversi modi in cui le dinamiche del potere possano manifestarsi fra il terapeuta e il paziente, usando l'analisi di Arthur Robbin dei suoi gruppi di supervisione in 'Between Therapists'. Osservo come il modo in cui il terapeuta gestisce gli errori inevitabili che potrebbe fare durante il processo terapeutico può essere usato

come metro per valutare fino a che punto il potere-sopra sta agendo.

 

Nel Capitolo 3, esploro il potenziale del potere-dentro durante il processo terapeutico. Uso l'idea di Winnicott dell'importanza di tollerare il caos durante la psicoanalisi per dimostrare l'importanza speciale di questa qualità nell'arte terapia. Quando un cliente entra nel processo creativo, non solo non possiamo mai predire il risultato, ma è importante che non nutriamo delle aspettative a riguardo, altrimenti rischiamo di chiudere le potenziali vie di significato invece di sostenerne l'apertura. Ho usato alcuni casi della mia pratica professionale per esplorare come ho trovato fiducia in me stessa nel processo, e poi ho tracciato il progresso di un cliente attraverso una serie di sessioni nelle quali si è messa in contatto con il suo potere-dentro.

 

Nel Capitolo 4, esamino la teoria della violenza simbolica di Bourdieu: come esso sostiene il potere-sopra e come può essere domato solo da un individuo che è in contatto con il suo potere-dentro. Questo perché la violenza simbolica offre un meccanismo di difesa sociale che può essere usato da quegli individui che aderiscono ad esso. Ho collocato la relatività del realtà come un pre-requisito per l'accettazione dell'esistenza della violenza simbolica. Esploro come gli scienziati hanno accettato questa relatività nei termini della teoria dei colori, usando le spiegazioni di Mould della non-esistenza scientifica del colore viola come un esempio del gioco della percezione al quale il nostro cervello ci sottopone. Questo diventa una metafora per l'invisibilità della violenza simbolica. Confronto questo con la reazione della professione medica occidentale nei confronti delle persone intersex e cito l'analisi di Dreger e Fausto-Sterling dell'invenzione da parte della medicina dei due sessi biologici come esempio di voler rendere naturale qualcosa che naturale non è. Analizzo come la violenza simbolica è invisibilmente presente nelle nostra vite quotidiane, il suo contributo nel soggiogamento della donna e la sua infiltrazione nelle sedute terapeutiche.

 

Nel Capitolo 5, esploro le implicazioni della violenza simbolica per l'arte terapia.

L'arte terapeuta che subisce inconsapevolmente la violenza simbolica può rendere dannoso il processo terapeutico. In primis, esamino questo fenomeno rispetto alla disabilità e la malattia, usando la mia esperienza clinica con una persona non-vedente. Vado avanti nell'esplorare la rilevanza dell'affrontare la violenza simbolica quando si lavora con clienti di culture diverse, compreso il campo dell'adozione internazionale e bambini con pluri-nazionalità. In fine, attraverso l'analisi di un caso durante le supervisioni di gruppo di Robbins in 'Between Therapists', dimostro come è necessario capire gli effetti della violenza simbolica al di là delle specificità del cliente in questione: l'esempio esplica come l'omofobia interiorizzata blocca un caso in cui entrambi cliente e terapeuta sono eterosessuali.

 

Nel Capitolo 6, espongo la violenza simbolica dietro la nostra comprensione della vagina come buco e propongo un modo alternativo per percepire quest'organo. Uso un caso, dal gruppo LGBTQI di arte terapia che conduco, per dimostrare come tale percezione può aprire nuove possibilità per comprendere e interpretare immagini dentro lo studio dell'arte terapia. Vado avanti nell'esaminare come le associazioni arbitrarie di qualità 'naturali' alla vagina e al pene possano influenzare il nostro modo di percepire lo spazio potenziale e il suo contenuto potenziale, collegando questo a nozioni pittoriche di figure/ground (figura/supporto), penna e carta. Esploro come il collocare qualità specifiche con il 'maschile' o 'femminile' può essere contro-producente in quanto può impedire all'individuo di interiorizzarli a causa del peso di valori e giudizi ad essi associati. Esamino il problema specifico del vuoto in donne sopravvissute agli abusi sessuali che però può danneggiare la loro percezione dello spazio potenziale interno. Uso il lavoro di Della Cagnoletta come struttura teorica per analizzare il caso di un mio cliente. Attraverso una serie delle sue opere-artistiche, traccio il percorso terapeutico che lo ha aiutato a creare uno spazio potenziale nel quale può riappropriarsi del contenuto potenziale.

 

Nel Capitolo 7, esploro il collegamento fra il potere-sopra e la violenza simbolica, utilizzando il modo in cui quest'ultimo ha creato una percezione della penetrazione come potere-sopra. Per iniziare, esamino come questa percezione 'viola' della penetrazione rafforza il binario oligarchico attivo-passivo che è stato esteso nella cultura occidentale dal rapporto sessuale eterosessuale a quello lesbico e gay. Cito l'osservazione di Bourdieu che l'assegnazione dei ruoli attivi e passivi rafforza il potere-sopra e lavora per escludere l'amore dalla dimensione simbolica della penetrazione e quindi dall'intimità sessuale. Offro un modello alternativo per percepire la penetrazione come fonte di potere-dentro che potrebbe potenzialmente arricchire l'intimità sessuale sia per una persona eterosessuale che omosessuale. Concludo offrendo un caso di un mio cliente come esempio di come l'intimità sessuale può essere esplorata in arte terapia grazie al uso dei materiali artistici. Esamino come le opere prodotte rappresentano percezioni diverse delle dinamiche di potere durante il rapporto con l'altro.

 

Nella Conclusione, porto attenzione al filo conduttore che sembra legare le diverse idee e possibilità sviscerate: l'accettazione del paradosso, l'abilità di tollerare la contraddizione che qualcosa può essere e non-essere contemporaneamente. Finisco con un opera artistica di un cliente che integra due poli opposti nel quale ha scoperto un potere multi-colorato e da cui può attingere ad una gamma di possibilità.

ALTERNATIVE AL POTERE CHE PENETRA:
AFFERMARE LE PROSPETTIVE QUEER NELL’ARTE TERAPIA PER UN ATTIVAZIONE DEL POTERE-DENTRO
Abstract

Questa tesi analizza la distinzione tra due tipi di potere: il potere-sopra ed il potere-dentro (Hoagland), e la loro rilevanza nelle sedute terapeutiche. Esplora come la Violenza Simbolica (Bourdieu) sostiene il potere-sopra e come il potere-dentro è necessario se vogliamo de-costruire la violenza simbolica che subiamo inconsapevolmente nel nostro quotidiano e nelle sedute terapeutiche stesse. La prospettiva Queer diventa importante nell'identificazione della violenza simbolica e nell'aiutare l'arte terapeuta a riconoscere come i preconcetti di sesso, di genere e d'identità possono limitare il significato potenziale e bloccare il processo terapeutico. Io trovo necessario che gli studi di genere e la teoria Queer vengano inclusi nella formazione dell'arte terapeuta, per la loro rilevanza che va ben oltre il lavoro specifico con clienti Queer.